Produzione media/anno : 22.000 bottiglie
Ettari vitati : 7
BIOLOGICO
(in iter di certificazione)
Questa giovane realtà -il debutto è stato il millesimo 2020- ha posto al centro della sua azione l’idea di “recupero” nel suo senso più lato.
Vi è un recupero del patrimonio viticolo, operato in 5 Contrade, con vigne i cui impianti datano tra gli inizi del millennio e l’epoca pre-fillosserica. E vi è un recupero, forse più impalpabile ma generatore del primo, che è quello delle proprie radici.
Gli attori di questa impresa sono tre amici, cresciuti ai piedi dell’Etna. Le loro esperienze lavorative li hanno portati in giro per l’Italia e per il mondo. Tre Ulisse e al tempo stesso tre Polifemo. Un binomio inscindibile in cui si fonde la caverna, protettivo ventre della propria terra e la sete di conoscenza, la nostalgia, il desiderato ritorno con la malia dell’orizzonte.
I vini di Tenute dei Ciclopi sono il risultato di questa tensione, in cui il recupero degli antichi ceppi e il rispetto dell’estrema natura della Muntagna donano un’uva che ne conserva forza e carattere. Una materia prima da declinare in vini che puntano senza esitazione verso orizzonti diversi.
Ne sono un esempio i tre Etna Rosso, da quello “base”, vinificato e maturato in vetrocemento per rendere in modo schietto i caratteri del Nerello Mascalese etneo, al raffinato ed elegante Piede Franco Quota 900 da vitigno ultracentenario a bassissima resa, passando per il sensuale Feudo di Mezzo, ricavato dalla vigna della celebre omonima contrada, con la sua zampata finale che gronda arancia sanguinella.
Oltre al Piede Franco di quota, l’altra chicca è il contatissimo Etna Bianco Superiore di Contrada Rinazzo, che colloca Tenute dei Ciclopi tra i venti produttori di questa denominazione.
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